Mondo liquido

Della fragilità dei rapporti.
Degli opposti desideri.
venerdì, 25 maggio 2007

Ipocrisie

Li state leggendo i giornali, no?
1.
Benedetto XVI non ne fa una buona. E dà il meglio di sé in trasferta.
Sulla Conquista cristiana dell'America Latina ha detto, che no, non è stata violenta. Anzi! È stato l'incontro felice tra chi aspettava la buona novella e chi gliel'ha portata. Ha sollevato naturalmente un casino. Anche tra i cattolici. E non solo in America Latina. Queste sue tesi vanno contro i risultati univoci di lunghe ricerche storiche. Ma lui, il pontefice felicemente regnante, ha tenuto il punto per un'intera settimana. Poi, sull'onda di una marea di critiche, ha corretto: si, ci sono state delle ombre nell'Evangelizzazione del Continente sudamericano. Capito? Violenze, morti e distruzioni non sono che ombre. Ombre!
2.
Il cardinale Julian Herranz ha rilasciato un'intervista in cui denuncia sdegnosamente che col video «Sex Crimes and Vatican» si vuole sporcare il volto della Chiesa e infangare l'ordine sacerdotale cattolico. E fin qui niente da meravigliarsi: si tratta di una difesa d'ufficio. Ma poi dice che non è vero che la Chiesa non punisce i sacerdoti pedofili, e che la regola del silenzio serve non a coprire il crimine e chi l'ha commesso ma solo a tutelare le povere vittime degli abusi sessuali. Insomma, muro contro muro. Tutto il contrario di quel che si dice nel video. Tutto il contrario di ciò che hanno detto, anche in tribunale, le vittime e quelli che sapevano e hanno avuto il coraggio di parlare.
[Tra parentesi: Google ha ritirato il Video. YouTube resiste. E il sito Bispensiero, che mantiene i link a YouTube, offre anche il testo scritto del video in traduzione italiana.]

Ecco, la lettura consecutiva dei due articoli - sistemati su due pagine contigue dello stesso quotidiano - nel caldissimo primo pomeriggio di ieri, in un Eurostar dalla climatizzazione non certo eccellente, nel viaggio di ritorno da Roma a Napoli, a seguito di una defatigante riunione ministeriale, mi ha prodotto - per dirla col doveroso rispetto dell'Istituzione ecclesiastica - acute discinesie gastriche. Eppure generalmente non soffro di stomaco, e a ora di pranzo ho mangiato solo un gelato.
postato da tortora alle ore 11:30 | link | commenti (7)
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mercoledì, 23 maggio 2007

Rigorismo religioso

1.
In Israele un gruppo internazionale di commercio d’abbigliamento, presente nei cinque continenti, ritira dal mercato un abito maschile e pubblica sui quotidiani le proprie scuse agli ebrei ultraortodossi. L’abito è stato ritenuto offensivo da quella comunità religiosa non per il taglio, lo stile, ma perché fatto di un tessuto misto lino-cotone. Per il rigido tradizionalismo ebraico ogni ibrido è proibito e ogni mistura è interdetta, perché contro natura! Parola di rabbini! Per i quali sono peccaminosi anche la produzione di nuovi tipi di frutta – tipo tangeli e mandaranci – e persino l’accoppiamento tra animali di razze differenti.
Cose dell’altro mondo!
2.
Un docente teologo dell’Università del Cairo ha emanato una  fatwa. L’Islam vieta che una donna possa rimanere sola in una stanza con un uomo. Dunque – segnala il teologo –  anche in un ufficio. A meno che … l’uomo non si faccia allattare dalla collega sul posto di lavoro. Alla donna, infatti, è concesso – in orario di lavoro – togliersi il velo, alzare la jallabia (il vestito che la copre dal collo alle caviglie), scoprirsi il seno e allattare il collega maschio. Perché l'operazione - ripetuta per cinque volte – trasforma il compagno di lavoro in membro della famiglia.
Meno male che sono stati adottati provvedimenti ufficiali contro questa bella trovata. Figurarsi che incresciosa situazione, per i maschi, nel caso di collega antipatica, brutta e racchia. Specialmente se l’operazione, per esigenza di servizio, fosse disposta dai dirigenti dell’ufficio. E figurarsi l’invidia dei colleghi meno fortunati per quelli con compagne di lavoro belle simpatiche e attraenti. (Ma - per le pari opportunità - immaginatevi anche le situazioni inverse!)
Appunto: cose dell’altro mondo!
postato da tortora alle ore 09:03 | link | commenti (2)
categorie: religione, vitamoderna
giovedì, 17 maggio 2007

Indifferentemente

Napoli. Negozio di intimo femminile.
In vetrina uno slip nero.
Sulla parte anteriore:

Famme chello che vuo'
Ma fammèllo!


[Fammi quello che vuoi.
Ma fammelo!]


Potenza della canzone napoletana.

(A ricordo del maestro Sergio Bruni)

postato da tortora alle ore 12:32 | link | commenti (11)
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sabato, 12 maggio 2007

Disobbedienti

Nutro un naturale rispetto per le parole. Hanno un indiscutibile potere sulla nostra esistenza: individuale e sociale. E nei confronti di alcune addirittura avverto un istintivo timore; una riluttanza all’uso.
Una di queste è “disobbediente”. Un termine che ho adoperato molto raramente. E non solo perché il concetto di obbedienza, a noi inveterati quanto velleitari ribelli, sta proprio sulle scatole.
Le parole dicono molto di una persona. Talvolta la scelta di uno tra molteplici termini equivalenti basta da sola ad aprire uno squarcio  non solo sul vissuto di un individuo ma anche sul suo modo di pensare, sul suo sistema di valori. E dice molto anche del senso che, in un determinato contesto, chi lo pronuncia attribuisce a quel termine.
Sicché quando mi sono imbattuto in questo graffito


s’è scatenata una ridda di pensieri. Anzi, di domande.
Era inevitabile.
Che significa disobbediente? Qual è la disobbedienza che nel graffito si addita come demenza? E che cosa deve intendersi per demenza? E in che senso il disobbediente è un demente?
Forse aveva ragione quel medico il quale, consultato tanto tempo fa a proposito di una mia persistente condizione di stanchezza, mi disse, dopo una visita accurata, che no, non c’era nulla di patologicamente significativo: semplicemente sprecavo troppe energie in pensieri inutili.
Non la presi come un’offesa. Parlava per il mio bene.

postato da tortora alle ore 11:03 | link | commenti (7)
categorie: parole, comunicazione, vitamoderna, piccolaitalia
mercoledì, 09 maggio 2007

Esperienza

«In times of rapid change, experience could be your worst enemy».
Jean Paul Getty

D'accordo.
Ma come sbarazzarsene?
postato da tortora alle ore 00:28 | link | commenti (1)
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Utente: tortora
Chi sono?
Il saltimbanco dell’anima mia.
(Aldo Palazzeschi)

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