Mondo liquido

Della fragilità dei rapporti.
Degli opposti desideri.
venerdì, 31 agosto 2007

Tutto il mondo è paese.

Nel giudizio comune – e non solo in Italia – l’illegalità, a Napoli, è la normale condizione di vita.
Difficile smentire. Senza far torto ai tanti napoletani rispettosi di leggi e regolamenti, indispettisce che, in un negozio ufficiale di Tin, l’acquisto di due filtri per l’adsl – roba da pochi euro! – non venga perfezionato con la consegna della bolletta d’acquisto.
Ma, come dicevo, tutto il mondo è paese. Stessa cosa m’è capitata in Alto Adige all’acquisto di beni alimentari in una elegante panetteria-pasticceria. E non è stato un unico eccezionale evento. Caso analogo ancora in due bar di una ridente quanto famosa cittadina gardenese ad alta vocazione turistica. E si aggiunga pure quanto è accaduto ad un amico: a conclusione di una prestazione medica, alla domanda circa l’importo dell’onorario, un libero professionista altoatesino, con tanto di nome tedesco, prima di pronunciarsi ha chiesto se serviva la ricevuta fiscale. Un classico nazionale. Per lui, come per tanti altri come lui, le imposte sulla produzione del suo reddito le deve pagare il cliente: sempre e comunque.
A sentire questo caso, in verità, ho benedetto mentalmente la mia odontoiatra che, sì, è un po’ “cara” ma competente e seria e a conclusione dei cicli di cura rilascia sempre, e a tutti, senza battere ciglio, la prescritta ricevuta fiscale. A Napoli!
Alla fine della vacanza mi son fatto la convinzione che in questa bellissima zona delle Alpi, i cui i cittadini, sempre nel giudizio comune, vengono considerati quasi maniacalmente rispettosi di norme e di regole  – forse non tutti riservano alla normativa fiscale tanta considerazione quanta, ad esempio, ne dedicano a quella in materia ambientale.
postato da tortora alle ore 12:34 | link | commenti (8)
categorie: paroleparoleparole, napoli, vitamoderna, piccolaitalia
mercoledì, 08 agosto 2007

Buone vacanze!

È arrivato anche per me il momento di staccare. Finalmente.
Ne ho proprio bisogno. Quest'anno è stato molto faticoso.
Vado in montagna. Solo lì riesco davvero a distendermi e a recuperare  le energie.
Destinazione Alto Adige. Val Gardena. S. Cristina.
Da domani, dunque, niente computer e niente internet.
Solo escursioni e fotografie. E belle chiacchierate con gli amici lungo i sentieri boschivi, quando l'impegno fisico non toglie la forza e la voglia di parlare.
Per chi si trovasse in zona e avesse piacere d'incontrarmi, sono all'albergo - ah, questi giochi televisivi! - il cui nome ha a che fare con la sfera della maga: quella in cui lei vede il futuro.
Sulla via principale, quella che da Ortisei porta a Selva.
Buone vacanze a tutti.
postato da tortora alle ore 19:12 | link | commenti (11)
categorie:
domenica, 05 agosto 2007

La questione cattolica

Finalmente qualcuno parla chiaro.

Tra le tante questioni che affliggono il nostro paese, insolute da molti anni e alcune risalenti addirittura alla fondazione dello Stato unitario, c'è anche quella cattolica. Probabilmente la più difficile da risolvere.
[...]
Da noi le reti ammiraglie di Rai e di Mediaset  trasmettono sistematicamente ogni intervento del Papa e dei Vescovi. L'"Angelus" è un appuntamento fisso. Le iniziative e le dichiarazioni dei cattolici politicamente impegnati ingombrano i giornali, il presidente della Repubblica, appena nominato, sente il bisogno di inviare un messaggio di "presentazione" al Pontefice, cui segue a breve distanza la visita ufficiale.
Tutto ciò va evidentemente al di là d'una normale regola di rispetto e dipende dal fatto che in Italia il Vaticano è una potenza politica oltre che religiosa. Ciò spiega anche la dimensione dei finanziamenti e dei privilegi fiscali dei quali gode il Vaticano, la Santa Sede e gli enti ecclesiastici; anche questi senza riscontro alcuno negli altri paesi.
Infine il rapporto di magistero che la gerarchia ecclesiastica esercita sulle istituzioni ovunque vi sia una rappresentanza di cattolici militanti e la funzione di guida politica che di fatto orienta i partiti di ispirazione cattolica e quindi cospicui settori del Parlamento.
La questione cattolica è dunque quella che spiega più d'ogni altra la diversità italiana. Spiega perché noi non saremo mai un "paese normale". Perché una parte rilevante dell'opinione pubblica, della classe politica, dei mezzi di comunicazione, delle stesse istituzioni rappresentative, sono etero-diretti, fanno capo cioè e sono profondamente influenzati da un potere "altro". Quello è il vero potere forte che perdura anche in tempi in cui la secolarizzazione dei costumi ha ridotto i cattolici praticanti ad una minoranza.
Ahi Costantin, di quanto mal fu madre...".

[...]

Eugenio Scalfari, La Repubblica, 5 agosto 2007

postato da tortora alle ore 18:06 | link | commenti (7)
categorie: politica, chiesa, religione, fede, potere, piccolaitalia

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