Sento sempre più forte la tentazione di eliminare, dalle mie abitudini quotidiane, l'ascolto delle telenotizie e la lettura dei giornali. È diventato motivo di stress. Uno sconforto. Ed io non sono di certo un masochista.
Ma resisto. Non so per quanto ancora, ma resisto. A farmi desistere dalla drastica decisione c'è la speranza, non ancora sistematicamente delusa, di trovare qualche foto interessante, qualche articolo intelligente. Si, se ne trovano ancora, nei giornali, cose che ti fanno pensare d'aver impiegato bene il tuo tempo con la lettura. Come per esempio su "Repubblica" di oggi.
1. La foto di un lungo striscione comparso a Napoli, nel quartiere Fuorigrotta, con la scritta: «Se elimina immondizia e criminalità, Berlusconi santo subito!». Buona la battuta. Non conosco le intenzioni degli estensori. Non conosco i sentimenti che hanno mosso la loro intelligenza a ideare e realizzare questo striscione. Io ci vedo un'ironia creativa. Quasi al limite dello sberleffo. A me insomma quella foto ha donato un momento d'ilarità. Un gradito sorriso. Bene prezioso in questi momenti di tristezza politica, dominato dalle parole e dalle azioni degl'imprenditori della paura.
2. Imprenditori della paura. Questa bella espressione non è mia. È di Stefano Rodotà. L'ha usata nel suo articolo «L'uguaglianza calpestata». Da leggere! Per dirla alla maniera dei credenti: che Dio ci conservi a lungo questi nostri grandi vecchi. Ne abbiamo parecchi anche in Italia. L'esperienza e la cultura hanno donato alla loro intelligenza una lungimiranza, una lucidità, un senso del concreto, che conforta nella clima di travolgente retorica a cui si affida chi, nella nostra società televisiva, fa la televendita di se stesso per ragioni di potere, per catturare il consenso. Da leggere, dicevo. Una parola chiara, finalmente, sulle banalità in tema di sicurezza sociale. Sulla falsa quanto facile equazione tra politiche per la sicurezza e lotta alla condizione di clandestinità con l'arresto e il forzoso rimpatrio.
Ne trascrivo un solo passo. Il penultimo paragrafo.
Nel discorso di presentazione del Governo, il Presidente del Consiglio ha sottolineato che «la sicurezza della vita quotidiana deve essere pienamente ristabilita con norme di diritto che siano in grado di affermare la sovranità della legge in tutto il territorio dello Stato». Ben detto. Si aspetta, allora, una strategia di riconquista delle regioni perdute, passate sotto il controllo di camorra, ‘ndrangheta, mafia. Non è un parlar d´altro. Proprio la terribile vicenda napoletana ha messo in evidenza il protagonismo della camorra, unico potere presente, imprenditore della paura che esercita la violenza per accrescere la propria legittimazione sociale. La discussione parlamentare deve ripulire il "pacchetto" [sulla sicurezza] ... Mano durissima contro le vere illegalità, contro chi sfrutta il lavoro nero e contro il caporalato, contro le centrali del commercio abusivo, dell´accattonaggio, della prostituzione. Non ruolo da sceriffo, ma capacità di mediazione da parte dei sindaci, incentivando le "buone pratiche" già in atto in molti comuni ... Mi sarei aspettato qualche proposta complessiva del "governo ombra", non l´eterno agire di rimessa, segno di subalternità.
1.
Incredibile! Il lupo ha perso il pelo ed anche il vizio. Lo devo dire al mio nipotino. Lui non s'è mai fidato del lupo Ezechiele. Chissà se riesco a convincerlo.
2.
Finalmente abbiamo un governo senza opposizione! L'opposizione s'è smaterializzata. Sono tutti nella stanza dei bottoni: i ministri e le loro ombre. Certo, le ombre sono solo ombre. Ma contente di stare nel gabinetto.
Alcuni giorni fa parlavo con un mio amico e collega, sportivo di lungo corso. Un passato d'atleta, insomma. Lamentava un fastidioso dolore alla spalla destra. Un dolore che gli rendeva penoso il sollevamento del braccio, e agitato il sonno notturno. Mi raccontava che ben scarso esito aveva ottenuto dalle terapie farmacologiche.
Insomma l''ho visto un po' giù. E subito mi son dato a rassicurarlo.
Anche io - gli ho raccontato - ho avuto lo stesso problema. E non molto tempo fa. Per una caduta rovinosa in una escursione - un po' impegnativa, per la verità - sulle montagne della Val Gardena. Sono tornato a Napoli - aggiungevo - in condizioni tali da non poter in nessun modo sollevare il braccio dalla posizione di riposo. Proprio il braccio destro. No, nessun osso rotto. Solo una seria lesione alla cuffia dei rotatori. Ma - concludevo per rincuorarlo - mi sono affidato ad un bravo traumatologo il quale, quasi senza farmaci, mi ha aiutato a riprendere la piena funzionalità dell'arto.
Lui, il mio amico, s'è rasserenato abbastanza. Ma temendo una lenta guarigione, mi ha chiesto in quanto tempo sono riuscito a liberarmi del problema. Perché - commentava - con l'aria che mena oggi in Italia, non si devono correre rischi.
Già si parla di riprendere nelle scuole la buona abitudine di iniziare le attività con la preghiera mattutina. E si ventila pure di far cantare, in tutte le istituzioni educative, una volta alla settimana, in coro, l'inno nazionale. Non è improbabile poi il rilancio delle adunate del sabato, quelle istituite già nel 1935. E dunque - si chiedeva con angoscia - come avrebbe fronteggiato, lui, gli obblighi dell'eventuale ripristino del saluto romano?
Certo non sarebbe bastato un certificato medico a liberarlo dal sospetto di attività sovversive!
«Mi dipingono sempre come un nano. Ma sono più alto di Putin e Sarkozy».
Così parlò Berlusconi.
È proprio vero: al tramonto anche i nani gettano un'ombra lunga.
Mi dà fastidio questo falso irenismo.
Quanta ipocrisia nello sbandierato spirito di riconciliazione.
Chi, fino all'altro ieri, è venuto in tv - con la sua faccia di falso innocente, e col sorrisino ironico del furbetto che sa il fatto suo - non solo a difendere bugie abusi e malefatte del suo padrone, ma anche a buttar fango sugli oppositori, tutti comunisti faziosi: oggi, lui, il fedele yesman, compensato dal suo signore con la designazione ad una delle massime cariche dello Stato, si propone come statista di stazza dichiarandosi garante di tutti i parlamentari, rappresentanti del popolo sovrano.
L'altro, vecchio militante di destra, storico erede degl'ideali del PNF, designato anch'egli ad alta carica dello Stato proprio da colui che, sì, lo ha sdoganato, l'ha tratto fuori dalla palude politica, ma lo ha asservito con i suoi diktat, ovvero proprio da colui verso il quale egli ha sempre nutrito una gratitudine sofferta, punteggiata da piccoli atti d'insubordinazione, ma incapace di superarsi in un atto di dignitosa presa di distanza: ecco, l'altro, dicevo, si offre al popolo immemore come colui col quale è finito il dopoguerra: mandando in frantumi la convinzione di chi come me credeva che il dopoguerra politico e istituzionale fosse terminato con l'approvazione della Costituzione Repubblicana democratica e antifascista.
Il terzo, già molto contiguo a Terza Posizione, movimento neofascista unito sotto il simbolo della runa del guerriero, in cui confluirono molti ex-militanti dei gruppi della destra extraparlamentare - Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, Lotta di Popolo, Fronte Studentesco - tutti gruppi, si ricordi, disciolti per apologia del fascismo; movimento programmaticamente volto alla sovversione dell'ordinamento costituzionale democratico e dell'Imperialismo di Unione sovietica e Stati Uniti: lui, il terzo appunto, riconvertito alle logiche democratiche per grazia ricevuta sempre dallo stesso padrone, ed ora neo-eletto alle elezioni amministrative di Roma, si dichiara sindaco di tutti i cittadini, anche di quelli che non lo hanno votato, promettendo sicurezza a tutti e tutela dei valori cristiani. Da ribelle a uomo d'ordine, insomma. Ma con la croce celtica al collo e con la collaborazione di alcuni ex extra.
Mah!