Mondo liquido

Della fragilità dei rapporti.
Degli opposti desideri.
venerdì, 17 ottobre 2008

Con tutti i guai che incombono sulle nostre teste, in ogni parte del mondo, il papa continua a prendersela con gli scienziati, trattati come  minorati arroganti. Ad apprezzare i suoi moniti sono ... i soliti noti.

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l’Unità 17.10.08

Anatema del Papa contro gli scienziati: attratti da facili guadagni
Ricerca, Ratzinger condanna «l’arroganza di sostituirsi a Dio».
E poi mette in guardia sulla «speculazione sfrenata»

di Roberto Monteforte


La scienza non è in grado di elaborare una sua etica. Deve confrontarsi con la filosofia e con la teologia per evitare che «proceda da sola in un sentiero tortuoso e non privo di rischi» e non cadere «nelle sue patologie». Lo afferma Benedetto XVI ricevendo in udienza i partecipanti al congresso sull’enciclica «Fides e Ratio» organizzato dalla Pontificia università Lateranense. Per il Papa questo non significa affatto limitare la ricerca scientifica o impedire alla tecnica di produrre «strumenti di sviluppo», quanto piuttosto di «mantenere vigile il senso di responsabilità che la ragione e la fede possiedono nei confronti della scienza» e - aggiunge - perché questa «permanga nel solco del suo servizio all’uomo».
Vede pericoli Ratzinger che non crede alla possibilità da parte della comunità scientifica di darsi un suo autonomo codice deontologico. Evoca il rischio che la scienza moderna anziché seguire il benessere dell'umanità, persegua «il facile guadagno o, peggio ancora, l'arroganza di sostituirsi al Creatore». Definisce la tentazione di «produrre» la natura oltre che a studiarne le verità più profonde, «una forma di hybris (arroganza) che «può assumere caratteristiche pericolose per la stessa umanità». Parole che suonano come un vero affondo contro l’autonomia della scienza, come sfiducia verso la sua capacità di darsi autonomi riferimenti etici e di resistere alle pressioni del mercato. Una sortita che ha provocato le reazioni di figure eminenti della comunità scientifica. Critica è stata quella dell’astrofisica Margherita Hack per la quale le parole del Papa sono «fuori dal mondo». «Gli scienziati - ha detto - sono persone come tutte le altre. Tra di essi, quindi, c'è chi pensa solo ai soldi e chi invece dedica tutta la sua vita al progresso dell'umanità». «Considerato che la maggior parte degli scienziati, soprattutto quelli italiani, lavorano il più delle volte in condizioni di estrema precarietà, le dichiarazioni del Papa sono davvero fuori dal mondo». «I principi etici - ha aggiunto - non sono solo dei credenti. Il principio etico “non fare agli altri ciò che non vorresti che gli altri facciano a te” riguarda i credenti come i laici e gli atei». Hanno, invece, apprezzato le parole del Papa il fisico Antonino Zichichi e il presidente dell'Istituto superiore di Sanità, Enrico Garaci.
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categorie: chiesa, religione, filosofia, fede, scienza, potere, vitamoderna
mercoledì, 15 ottobre 2008

Un anno.

postato da tortora alle ore 00:16 | link | commenti
categorie:
lunedì, 06 ottobre 2008

Confessioni di due donne infelici

Signora B.
«C'è da restare allibiti. Alla sua età se ne va in discoteca, se ne esce alle sei del mattino, e fa pure il buffone: fra un'ora comincio a lavorare ... ma sì, mi sento fresco".
Capisco che deve apparire sempre il migliore di tutti. Ma c'è un limite a tutto. Dopo aver dato l'impressione dell' "ercolino-sempre-in- piedi", poi viene a casa e dice che ha il mal di schiena, che deve tornare quanto prima da Messegué, e che per il momento bisogna chiamare di corsa il massaggiatore, altrimenti non riesce neppure a stare seduto in Consiglio!
E non la smette di sparare palle. Specialmente per il sesso. È una fissazione. Ma come gli viene in mente di dire che la notte lui dorme solo tre ore perché le altre tre deve fare l'amore? Magari! - dico io -, magari! La verità è che lui, a settant'anni, tenta l'alzabandiera: non dico di no. Ma la tromba suona e la bandiera non sale!»

Signora S.
«Che figura! Che figura! Gliel'avevo detto: non andare in televisione, che poi ti vengono i deliri, i sussulti di onnipotenza, e cominci a straparlare ... la televisione fa brutti scherzi: allenta i riflessi come l'alcol, e finisci col dire cose che non avresti mai dovuto dire».
Ed è successo proprio così. Magari pure perché le interviste in 'ste trasmissioni domenicali le fanno poco dopo l'ora di pranzo: e lui a tavola, la domenica, si lascia andare.
Sia come sia, ha fatto la frittata. Ha accusato quello lì, quell'ex comunista, di aver avvelenato il clima politico. Che bella uscita ...! Poi, com'era prevedibile, s'è pentito. Sì, gliel'hanno detto pure i compagni di partito ch'era stata una cavolata.
Ora io dico: tu hai una carica istituzionale; sei il numero due; ma che te ne importa? Statti zitto. I problemi del dialogo (si fa - non si fa; si deve fare - no non si deve fare più; è lui che non lo vuole - no siamo noi che non lo vogliamo più -), lasciali risolvere agli altri. A quelli del partito. Tu non sei stato mai ... - vabbè, lasciamo perdere ... - , e ti metti pure a discutere! La reciproca legittimazione ... non è vero che c'è la deriva autoritaria ...
Con quale risultato? Una prima nota ufficiale ... per evitare fraintendimenti: e che invece ha attizzato un incendio. Interventi - a tuo sostegno - dei soliti amici: ma nessuno ti ha creduto. E poi quell'umiliante telefonata di scuse per sentirti dire che, sì, va bene, finiamola qua, ma hai fatto una stronzata.
E io ora penso: che cosa starà dicendo - di te - la tua gente, quella della tua terra? Non vorrei neppure immaginarlo. Ma io lo so che cosa hanno pensato: un quaqquaraquà ... il solito quaqquaraquà».
postato da tortora alle ore 16:45 | link | commenti (3)
categorie: politica, personaggi, sesso, paroleparoleparole, potere, partiti, piccolaitalia

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