Mondo liquido

Della fragilità dei rapporti.
Degli opposti desideri.
mercoledì, 25 febbraio 2009

Il mio corpo è mio!

Rispettiamo l'Articolo 32 della Costituzione


Il Parlamento, con molti anni di ritardo e sull'onda emotiva legata alla drammatica vicenda di Eluana Englaro, si prepara a discutere e votare una legge sul testamento biologico. Dopo quasi 15 anni di discussioni, chiediamo che il Parlamento approvi questo importantissimo provvedimento che riguarda la vita di ciascun cittadino. Il Parlamento, dove siedono i rappresentanti del popolo, deve infatti tenere conto dell'orientamento generale degli italiani.Rivendichiamo l'indipendenza dei cittadini nella scelta delle terapie, come scritto nella Costituzione.Rivendichiamo tale diritto per tutte le persone, per coloro che possono parlare e decidere, e anche per chi ha perso l'integrità intellettiva e non può più comunicare, ma ha lasciato precise indicazioni sulle proprie volontà.Chiediamo che la legge sul testamento biologico rispetti il diritto di ogni persona a poter scegliere.Chiediamo una legge che dia a chi lo vuole, e solo a chi lo vuole, la possibilità di indicare, quando si è pienamente consapevoli e informati, le terapie alle quali si vuole essere sottoposti, così come quelle che si intendono rifiutare, se un giorno si perderà la coscienza e con essa la possibilità di esprimersi.Chiediamo una legge che anche nel nostro Paese dia le giuste regole in questa materia, ma rifiutiamo che una qualunque terapia o trattamento medico siano imposti dallo Stato contro la volontà espressa del cittadino.


Vogliamo una legge che confermi il diritto alla salute ma non il dovere alle terapie.Vogliamo una legge di libertà, che confermi ciò che è indicato nella Costituzione. 




Primi Firmatari

Ignazio Marino, chirurgo e senatore

Giuliano Amato, ex Presidente del Consiglio

Corrado Augias, scrittore

Bianca Berlinguer, giornalista

Alessandro Cecchi Paone, conduttore televisivo

Maurizio Costanzo, giornalista

Guglielmo Epifani, Segretario Generale CGIL

Paolo Franchi, giornalista

Silvio Garattini, scienziato, farmacologo

Massimo Giannini, giornalista

Franzo Grande Stevens, avvocato

Marcello Lippi, Commissario tecnico della Nazionale italiana

Luciana Littizzetto, attrice e cabarettista

Alessandra Kustermann, medico, ginecologa

Miriam Mafai, giornalista e scrittrice

Vito Mancuso, teologo

Erminia Manfredi, regista

Simona Marchini, attrice e autrice

Rita Levi Montalcini, premio Nobel

Giuseppe Remuzzi, scienziato, immunologo

Stefano Rodotà, giurista

Eugenio Scalfari, fondatore del quotidiano La Repubblica

Umberto Veronesi, oncologo

Mina Welby, delegato municipale ai diritti civili

Gustavo Zagrebelsky, Presidente emerito della Corte Costituzionale







Carissima/o,

Ti scrivo per chiederti un piccolo sforzo per una importantissima causa. Nelle prossime settimane il testamento biologico sarà al centro del dibattito in Parlamento, e la maggioranza intende approvare una legge che limita la libertà di scelta del cittadino imponendo alcune terapie, come l'idratazione e l'alimentazione artificiale.

Le dichiarazioni anticipate di trattamento non saranno vincolanti: spetterà sempre al medico l'ultima parola. Qual è allora l'utilità di questa legge, se non si garantisce al cittadino che la sua volontà sia rispettata? La verità è che il ddl della destra è stato scritto per rendere inapplicabile il ricorso al testamento biologico. Oltretutto, la dichiarazione dovrà essere stipulata davanti ad un notaio, e rinnovata con cadenza triennale: vi immaginate cosa significa andare ogni tre anni davanti a un notaio accompagnati dal proprio medico di famiglia? Al contrario della nostra proposta poi, non è presente nemmeno un cenno alle cure palliative, all'assistenza ai disabili, alla terapia del dolore.

Ti chiedo dunque di diffondere il più possibile l'appello, invitando tutti i tuoi contatti a sottoscriverlo: dobbiamo mobilitarci immediatamente per raccogliere centinaia di migliaia di adesioni e difendere il nostro diritto costituzionale alla libertà di cura. Se saremo tanti, il Parlamento non ci potrà ignorare. Nel prossimo dibattito in Senato il mio impegno personale è quello di dar voce alla vostra opinione, che credo coincida con quella della maggioranza degli italiani. Che vogliano utilizzare ogni risorsa della medicina o che intendano accettare la fine naturale della vita, i cittadini vogliono essere liberi di scegliere.

Ti ringrazio infinitamente e conto su di te per far circolare il più possibile l'appello per il diritto alla libertà di cura sul sito

http://www.appellotestamentobiologico.it

E grazie perché abbiamo già raggiunto quasi 100.000 firme!

Ignazio Marino


postato da tortora alle ore 18:05 | link | commenti (1)
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Commenti
#1    25 Febbraio 2009 - 18:18
 
copio e incollo anche da me
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